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‘Il Ponte di Civita, 60 anni di un’icona’, la mostra che racconta una delle pagine più eroiche della storia dei borghi italiani

A sessanta anni esatti dal taglio del nastro sull’attuale ponte di Civita di Bagnoregio l’inaugurazione di una mostra dedicata a un simbolo della tenacia di una comunità, quella
civitonica, dell’abilità e della perseveranza di un grande intellettuale del Novecento, Bonaventura Tecchi, e del genio tecnico italiano.

Venerdì 12 settembre, ore 16, apre la mostra ‘Il Ponte di Civita: 60 anni di un’icona’, voluta dal Comune di Bagnoregio e realizzata da Casa Civita srl. Sarà ospitata all’interno dello spazio
espositivo a Palazzo Alemanni, proprio nel cuore del borgo. Un omaggio ma soprattutto un’occasione di riflessione e riscoperta di un pezzo fondamentale della storia del territorio. Il senso lo spiega bene il sindaco di Bagnoregio Luca Profili: “A 60 anni dal momento in cui questo nostro ponte ha cambiato il modo di accedere a Civita abbiamo deciso di restituirgli qualcosa.

Vogliamo ringraziarlo per il suo buon servizio. Milioni di persone lo hanno attraversato e la cosa ha dell’incredibile, se pensiamo che porta a un borgo minuscolo, con una
decina scarsa di abitanti”.

“Siamo arrivati a questa mostra attraverso un lavoro di mesi articolato e complesso. La raccolta del materiale ma soprattutto l’utilizzo della tecnica dello storytelling sono stati i due momenti
cruciali – racconta l’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti -. Siamo partiti da una serie di domande a cui abbiamo voluto trovare risposte: qual è la storia di questo collegamento tra Civita e l’area di Mercatello? Quali i nomi e i volti degli uomini a cui lo dobbiamo? E che aspetto hanno i progetti e le calligrafie di chi tanto ha scritto affinché diventasse possibile? E quali storie di rovina e speranza hanno insegnato le cose che servono per tenerlo in piedi e rendere ancora viva la bellezza di Civita?”.

La mostra nasce da un’ampia e preziosa raccolta di documentazione storica, archivistica, iconografica e fotografica realizzata dal geologo Claudio Margottini. Una lunga carriera come esperto UNESCO, docente universitario in Italia e Cina, membro del Servizio Geologico d’Italia, fino al prestigioso incarico di Addetto Scientifico presso l’Ambasciata d’Italia in Egitto. In qualità di
curatore, il professor Margottini ha reso disponibile non solo il proprio patrimonio di conoscenze scientifiche, ma anche i frutti di un lavoro di ricerca e di collezione di materiali protrattosi per
quasi cinquant’anni.

Nelle sue parole: “Questa esposizione rappresenta una pietra miliare della mia vita. Pur avendo operato in moltissimi Paesi tra i più svantaggiati della terra, ho sempre sentito l’esigenza di
mantenere vivo il legame con le mie radici orvietano-viterbesi e, dunque, con questa terra. Civita di Bagnoregio non è soltanto un luogo di straordinaria rilevanza per le scienze della Terra e quindi
affine alla mia formazione culturale, ma è anche la comunità che mi ha accolto e nella quale mi sono sentito parte integrante”.

A dare un supporto fondamentale nell’ideazione e realizzazione della mostra per Casa Civita srl Federica Maria Capotosti e Roberto Pomi. Il visitatore si trova davanti un racconto che intreccia tante storie e persone diverse. Due timeline sono state costruite per dare allo spettatore la consapevolezza dell’evoluzione della strada, poi diventata ponte, che da sempre ha unito Civita a Mercatello. Se Civita di Bagnoregio è sempre stata descritta come un luogo dove le forze della natura e l’evoluzione del paesaggio ne hanno condizionato la sopravvivenza, è altrettanto vero che il perno di questa narrazione è nel “cordone ombelicale” che la collega a resto del mondo e quindi in questa ripida cresta di accesso, localmente chiamata sella, in continua erosione a causa dei tanti movimenti franosi. Basti ricordare che ben tre ponti si sono succeduti nel XX secolo.

Grandi fotografie implementate con inserimenti grafici di testi permettono di comprendere la storia di questo collegamento ma, soprattutto, gli elementi essenziali del ponte inaugurato nel
1965. Poi una serie di focus importanti: sulle condizioni di vita a Civita tra il 1962 e il 1965, con il rischio dello sgombero e la fine del borgo sempre incombente; sulla figura immensa di Bonaventura Tecchi, che si è battuto in maniera martellante affinché Civita non finisse i suoi giorni; su Alvaro Giammatteo, l’ingegnere che ha firmato il progetto del ponte realizzato; sull’azienda S.C.A.C. che portò la sua tecnica all’avanguardia sui cementi armati centrifugati per dare a Civita un ponte di valore internazionale; sulle caratteristiche geologiche e geomorfologiche di un territorio ricco di unicità; sulla capacità del ponte di diventare icona per l’industria dell’immagine (cinema e pubblicità).

Un lavoro che restituisce alla comunità bagnorese una pagina difficile ed eroica della propria storia e che permetterà ai visitatori che ogni anno arrivano a Civita da ogni parte del mondo di
comprendere meglio l’eccezionalità e il valore del luogo.

Tutte le informazioni nella sezione mostre del sito www.casacivitabagnoregio.it

Civita rilancia la propria dimensione internazionale, protocollo d’intesa tra il Comune e il Centro Astra Zarina

Nasce il Centro Astra Zarina, firma storica nella mattina di questo lunedì 20 ottobre 2025 di un protocollo d’intesa tra la nuova realtà e il Comune di Bagnoregio. Americani e civitonici insieme per dare vita a un luogo d’incontro, studio, confronto e crescita. Un ambiente di apprendimento continuo, tra tradizione e futuro, che guarda fedelmente all’azione e alla testimonianza di Astra Zarina e del marito Tony Costa, dove possa continuare a vivere il loro rispetto e legame profondo con Civita di Bagnoregio.

La parola messa al centro è “collaborazione”. “Siamo entusiasti del ritorno di un’organizzazione che pone al centro educazione, creatività, interazione, inclusione, rispetto e scambio culturale – così il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Come Comune ci siamo e vogliamo sostenere mettendo a disposizione di questo gruppo di lavoro spazi importanti e dare supporto nei modi che riterremo più opportuni. Ancora una volta, come lo è stata a partire dagli anni Settanta, la figura di Astra si rivela essere un ponte tra Civita e gli Stati Uniti, ma soprattutto un enzima formidabile per quella conoscenza autentica e quella lezione pedagogica indispensabile per la tutela e valorizzazione del patrimonio del nostro borgo”.

Il Centro è guidato da un board, composto da statunitensi e italiani, le cui figure di riferimento del consiglio direttivo sono state individuate, per un primo mandato, in Alan Razak e Luca Costantini. Sono stati loro a firmare il protocollo d’intesa con il sindaco Profili.

“Siamo felici dell’azione di servizio a Civita e alla sua comunità che è l’obiettivo cardine del Centro Astra Zarina – dichiarano Razak e Costantini -. Il primo progetto concreto è il supporto al progetto estivo dell’Università di Yale, diretto dalla professoressa Norma Barbacci, che ogni anno porta pensatori e studenti creativi a Civita. La presenza costante di studenti è quello che avevano immaginato Astra e Tony con il loro impegno dall’inizio”.

Il Centro è già al lavoro per organizzare, nella primavera e nell’autunno 2026, a Civita due workshop internazionali di design in collaborazione con Thomas Lehman di DesignMashup. E
andrà a collaborare con il progetto degli studenti di Architettura della Sapienza, esperienza consolidata negli anni, coordinato dal professor Giovanni Attili.

Nel consiglio direttivo siederà anche un rappresentante indicato dal Comune di Bagnoregio e funzionerà attraverso dei comitati di lavoro. Il Centro Astra Zarina è dedicato a rafforzare i legami
tra i molti studenti, amici e sostenitori di Astra e Tony e la comunità di Civita. Questi rapporti, costruiti, rafforzati e rinnovati per decenni, continuano ancora oggi: molti tornano a Civita, luogo di forti emozioni, apprendimento e ricordi affettuosi. Un patrimonio di conoscenze e umanità messo come base di partenza ideale per realizzare quella visione inclusiva, creativa, educativa e culturale che Astra e Tony hanno concepito e voluto lasciare come loro eredità.

‘Il Ponte di Civita, 60 anni di un’icona’, la mostra che racconta una delle pagine più eroiche della storia dei borghi italiani

A sessanta anni esatti dal taglio del nastro sull’attuale ponte di Civita di Bagnoregio l’inaugurazione di una mostra dedicata a un simbolo della tenacia di una comunità, quella civitonica, dell’abilità e della perseveranza di un grande intellettuale del Novecento, Bonaventura Tecchi, e del genio tecnico italiano.

Venerdì 12 settembre, ore 16, apre la mostra ‘Il Ponte di Civita: 60 anni di un’icona’, voluta dal Comune di Bagnoregio e realizzata da Casa Civita srl. Sarà ospitata all’interno dello spazio
espositivo a Palazzo Alemanni, proprio nel cuore del borgo. Un omaggio ma soprattutto un’occasione di riflessione e riscoperta di un pezzo fondamentale della storia del territorio. Il senso lo spiega bene il sindaco di Bagnoregio Luca Profili: “A 60 anni dal momento in cui questo nostro ponte ha cambiato il modo di accedere a Civita abbiamo deciso di restituirgli qualcosa.

Vogliamo ringraziarlo per il suo buon servizio. Milioni di persone lo hanno attraversato e la cosa ha dell’incredibile, se pensiamo che porta a un borgo minuscolo, con una decina scarsa di abitanti”.
“Siamo arrivati a questa mostra attraverso un lavoro di mesi articolato e complesso. La raccolta del materiale ma soprattutto l’utilizzo della tecnica dello storytelling sono stati i due momenti cruciali – racconta l’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti -. Siamo partiti da una serie di domande a cui abbiamo voluto trovare risposte: qual è la storia di questo collegamento tra Civita e l’area di Mercatello? Quali i nomi e i volti degli uomini a cui lo dobbiamo? E che aspetto hanno i progetti e le calligrafie di chi tanto ha scritto affinché diventasse possibile? E quali storie di rovina e speranza hanno insegnato le cose che servono per tenerlo in piedi e rendere ancora viva la bellezza di Civita?”.

La mostra nasce da un’ampia e preziosa raccolta di documentazione storica, archivistica, iconografica e fotografica realizzata dal geologo Claudio Margottini. Una lunga carriera come esperto UNESCO, docente universitario in Italia e Cina, membro del Servizio Geologico d’Italia, fino al prestigioso incarico di Addetto Scientifico presso l’Ambasciata d’Italia in Egitto. In qualità di
curatore, il professor Margottini ha reso disponibile non solo il proprio patrimonio di conoscenze scientifiche, ma anche i frutti di un lavoro di ricerca e di collezione di materiali protrattosi per
quasi cinquant’anni.

Nelle sue parole: “Questa esposizione rappresenta una pietra miliare della mia vita. Pur avendo operato in moltissimi Paesi tra i più svantaggiati della terra, ho sempre sentito l’esigenza di
mantenere vivo il legame con le mie radici orvietano-viterbesi e, dunque, con questa terra. Civita di Bagnoregio non è soltanto un luogo di straordinaria rilevanza per le scienze della Terra e quindi
affine alla mia formazione culturale, ma è anche la comunità che mi ha accolto e nella quale mi sono sentito parte integrante”.

Civita di Bagnoregio e Orvieto si alleano, firmato accordo tra Casa Civita e Museo Faina per offrire ai turisti un’esperienza tra bellezza, etruschi e un affaccio unico sul duomo

Civita di Bagnoregio, gli etruschi e un Palazzo con vista mozzafiato sulla facciata del duomo di Orvieto. Tutto questo messo insieme da una convenzione, firmata questo martedì 22 luglio, tra
Casa Civita srl e la Fondazione per il Museo Claudio Faina.

Le due realtà, guidata dall’amministratore unico Francesco Bigiotti l’una e dal presidente Andrea Solini Colalè l’altra, hanno stretto un accordo con cui si impegnano a collaborare tra loro per
offrire ai visitatori delle Città di Orvieto e Bagnoregio uno speciale percorso di visita in un unico biglietto. Dal primo di agosto, presso le biglietterie di Civita, i turisti troveranno la possibilità di acquistare, con una forte scontistica, il ticket unico per un’esperienza davvero interessante.

Dalla bellezza di Civita a un viaggio nella storia dell’antico popolo etrusco, fino ad arrivare a una vera e propria meraviglia: l’affaccio sul duomo di Orvieto che permetterà al visitatore una “lettura” esclusiva della facciata, un capolavoro unico del genio artistico italiano.

“Un piccolo passo in avanti nella collaborazione tra due territori da sempre vicini. Ci auguriamo che possa essere l’inizio di un cammino all’insegna di una parola tanto semplice quanto piena di
energia: alleanza. L’obiettivo è iniziare a mettere insieme i nostri flussi turistici con quelli di Orvieto e iniziare a sperimentare una forma di collaborazione nei settori del turismo e della cultura”.
Queste le parole dell’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti.

Per il presidente Solini Colalè, che da tempo si è attivato per stringere questo accordo, si tratta dell’inizio di una grande scommessa: “Mettiamo in rete la bellezza unica di un territorio rimasto
per troppo tempo diviso e arroccato sui reciproci campanili. Oggi cambiamo questa cosa e iniziamo a lavorare insieme, consapevoli che questa alleanza dovrà essere allargata e potenziata.
Siamo convinti che insieme possiamo dare un’offerta turistica molto significativa, un’esperienza di visita straordinaria e soprattutto puntiamo ad aumentare la permanenza dei visitatori tra Orvieto e Bagnoregio”.

La firma dell’accordo è avvenuta all’interno di Palazzo Petrangeli a Bagnoregio, sede di Casa Civita, alla presenza del sindaco di Bagnoregio Luca Profili che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa:
“Insieme si diventa più forti e si riescono ad aprire nuovi orizzonti di crescita. Guardiamo con fiducia a questa collaborazione e ci impegniamo a sostenerla in ogni modo”. All’incontro anche il vicepresidente del Faina Giuseppe M. Della Fina che ha evidenziato il valore strategico di questo accordo evidenziando le opportunità che andrà ad aprire anche dal punto di
vista di coproduzioni di mostre, convegni e altre iniziative culturali di valore.

Civita di Bagnoregio racconta New York con la mostra ‘Urban’

35 opere inedite: dipinti, anche di grandi dimensioni, e disegni su carta. Così Michele Telari si racconta a Civita di Bagnoregio. Palazzo Alemanni Exhibition Space ospita, dal 18 luglio al 24 di agosto, la mostra ‘Urban’.

Un’apertura internazionale pensata per arricchire l’offerta turistica del borgo nei mesi estivi. Michele Telari: “Civita di Bagnoregio è sicuramente il luogo più internazionale della Tuscia e
realizzare una mostra a Palazzo Alemanni è un obiettivo importante per un artista che vuole promuovere le proprie opere. Ringrazio il Comune di Bagnoregio e Casa Civita per il supporto e mi
auguro che saranno molti i turisti, provenienti da ogni parte del mondo, incuriositi dai miei lavori”.

“Siamo felici di ospitare l’arte di Telari qui a Bagnoregio e di contribuire alla sua promozione e diffusione attraverso i flussi turistici di Civita. Al tempo stesso lo ringraziamo per il suo contributo
ad arricchire l’offerta culturale del nostro territorio”. Queste le parole del sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

Per Francesco Bigiotti, amministratore unico di Casa Civita: “Civita è da anni un luogo dalla dimensione internazionale e ospitare un artista come Michele Telari, originario del Viterbese ma
cresciuto professionalmente in città come New York e impegnato in interessanti progetti artistici in Cina, ci aiuta ad accogliere al meglio i nostri turisti”.

Le opere di Telari rappresentano, con gesti istintivi e molto espressivi, la metropoli e le persone che la vivono, nella frenesia e nella fretta quotidiana. Figure sotto la pioggia o intenti negli attraversamenti pedonali, dove l’acqua è il comune denominatore di tutte le opere, sia sotto forma di pioggia che come materiale usato in abbondanza per la creazione delle stesse.

Telari è un pittore riconosciuto e apprezzato nel panorama internazionale. Le sue opere sono state esposte anche a New York, nel 2017 2018 e 2019, nelle Gallerie One Art Space e NYArt Gallery di
Manhattan. Nel 2016 e 2017, l’artista è stato incaricato dal Governo cinese per la progettazione e realizzazione di vetrate Tiffany a tema religioso, destinate a diverse chiese cattoliche, insieme al Maestro Vetraio Marcello Carrer.

Nel 2019 e nel 2021 ha partecipato alla prestigiosa ART Innsbruck. Attualmente i suoi lavori sono periodicamente in asta sulla piattaforma Catawiki, riscontrando notevoli consensi tra i collezionisti di tutta Europa. L’inaugurazione è in programma per venerdì 18 luglio alle ore 11,30. Aperto tutti i giorni, dalle 9
alle 18.

A Civita di Bagnoregio tornano gli studenti di Yale

A Civita di Bagnoregio la lingua predominante torna a essere l’inglese. Dal 16 maggio al 16 di giugno, per un mese quindi, all’interno del borgo sospeso sulla Valle dei Calanchi vivranno e
dormiranno più cittadini americani che italiani.

Si tratta degli studenti della facoltà di Architettura di Yale. Un rapporto “antico” quello tra gli studenti statunitensi e questo paese. Un seme piantato, negli anni Settanta, dalle mani di Astra Zarina, l’americana che ha saputo evidenziare il valore universale di Civita e trasmettere un grande amore per il suo recupero. Oggi la pianta che ne è germogliata è custodita, con la medesima passione e lo stesso entusiasmo, da Norma Barbacci e Glenn Boornazian. E, ogni anno, come se fossero rondini, a primavera, tornano nel nido di Civita gli studenti americani. Quest’anno con un progetto dal titolo ‘The Death and Life of an Italian Hill Town’ e un obiettivo preciso: studiare un’antica casa e un vecchio lavatoio e immaginare progetti di recupero e valorizzazione.

Quartiere generale di tutto il lavoro che sarà svolto è Palazzo Alemanni, proprio nel cuore del borgo sospeso. E proprio qui sabato pomeriggio si è tenuto un incontro tra la comunità di Civita,
gli studenti del corso di Sviluppo Sostenibile della Sapienza e gli studenti di Yale appena arrivati. Perché questa esperienza è soprattutto incontro e incontri: che costruiscono relazioni, che
trasmettono conoscenza, che condividono competenze e sensibilità.

“Siamo entusiasti di questa collaborazione con Yale che si rinnova ogni anno e porta sempre energia nuova sul nostro territorio. Si tratta di un lavoro prezioso e che sono convinto darà molti
frutti”. Le parole del sindaco Luca Profili. “Il futuro del borgo di Civita e la sua tutela e promozione internazionale trova in questa collaborazione uno snodo importante”. Saluta così il gruppo di Yale l’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti”.

Norma Barbacci, responsabile del progetto: “Siamo estremamente orgogliosi e grati di poter continuare, nel nostro piccolo, l’eredità di Astra Zarina a Civita di Bagnoregio e a Casa Civita per il loro prezioso supporto nel rendere possibile questa iniziativa”.

Nel 2024, l’antico rapporto, è stato rinnovato con la firma di un accordo di collaborazione tra Università di Yale e Comune di Bagnoregio. Documento siglato dal sindaco Luca Profili in visita
negli Stati Uniti. L’intesa prevede che Civita di Bagnoregio sia utilizzata come laboratorio di studio per gli studenti di architettura. Viene permesso agli studenti di immergersi nei diversi aspetti del borgo, inclusi quelli architettonici, culturali e sociali, e di formulare proposte progettuali per il futuro.

In pratica, Civita di Bagnoregio diventa un “laboratorio vivo” dove gli studenti di architettura possono applicare la teoria alla pratica, studiando le dinamiche di un borgo antico e unico nel suo
genere.

Dagli Uffizi a Civita di Bagnoregio, ecco ‘Il linguaggio della realtà’ di Renato Foresti

‘Il linguaggio della realtà’ – Renato Foresti. E’ questo il titolo della mostra che animerà gli ambienti dell’Exihibition Space di Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio, dal prossimo 7 febbraio e fino al 4 di maggio. Un progetto che nasce dalla sinergia tra Comune di Bagnoregio, Casa Civita srl e la famiglia Foresti.

Dall’ottobre 2019 due quadri di Foresti si sono aggiunti alle Collezioni delle Gallerie degli Uffizi. Si tratta di l’Autoritratto ’62 (1962, olio su tela cm. 33×48) e Scuola di pittura (1952, olio su tela cm.
140×104). Già nel 1959 il Comune di Firenze aveva acquistato per la Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti il Ritratto di Pietro Bernardini.

A fare da innesco per questa mostra il legame tra Foresti e Bagnoregio e un quadro, donato dalla famiglia al Comune, che raffigura l’ultima rappresentante della famiglia Fabi (di cui l’ingegnere-
pittore sposò la sorella minore) che ha vissuto a Bagnoregio. “Una mostra di livello qualitativo e dai profondi significati per il nostro territorio – dichiara il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Attraverso la pittura di Foresti recuperiamo una parte della nostra storia, perché proprio la famiglia Fabi donò al Comune di Bagnoregio Palazzo Alemanni, e al tempo stesso offriamo ai turisti la possibilità d’incontrare un illustre esponente del realismo pittorico quale è stato Renato Foresti”.

“Decise di essere ingegnere, ricoprendo incarichi di primo piano, oltre che pittore. Probabilmente fu questa scelta a precludergli la fama di altri che pure ebbe modo di frequentare come Guttuso,
Mafai, Pirandello e Monachesi. A dire bene il rilievo della pittura di Foresti sono i suoi tre quadri nelle Collezioni degli Uffizi. Per fare comprendere la sua arte abbiamo deciso di ridare alle stampe
il catalogo che accompagnò la mostra realizzata nel 2019 all’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e che sarà disponibile, in un numero di copie limitate, a Palazzo Alemanni”. Queste le
parole dell’amministratore di Casa Civita Francesco Bigiotti.

L’ideazione e l’allestimento della mostra sono stati curati dalla figlia Maria Luisa Foresti Sestini e da Maurizio Catolfi, che hanno lavorato alla realizzazione del tutto in stretta collaborazione con Casa Civita srl.

“Per celebrare il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa un suo quadro è stato donato al Comune di Bagnoregio – racconta la figlia Maria Luisa -. Il quadro ritrae la cognata Fabiola che è
stata l’ultima della famiglia Fabi a risiedere a Bagnoregio dove è scomparsa nel 1952. Così è nata l’idea della mostra e la sede di Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio proposta dal
sindaco Luca Profili è particolarmente significativa alla luce del fatto che tra i firmatari dell’atto di donazione di Palazzo Alemanni compare anche il nome di Renato Foresti”.

Nel 2019, in occasione dell’acquisizione di suoi due quadri agli Uffizi, l’allora direttore Eike Schmidt aveva parlato in questi termini di Renato Foresti: “La sua opera testimonia ancora oggi come l’arte non sia antitetica ad un mondo fatto di scienza e tecnica. Anzi, è proprio grazie agli strumenti del suo lavoro industriale – fabbriche, officine e macchinari – che i ritratti del Foresti acquistano
vivacità. Una pittura quotidiana che non è evasione, ma modo per riflettere e raccontare il proprio mondo analizzando il complesso rapporto tra uomo e macchina”.

La sua produzione artistica è stata abbondante e oggi sue opere si trovano presso importanti Società e in collezioni private e alcune riproduzioni sono state pubblicate in riviste letterarie e
artistiche italiane ed estere. Le numerose recensioni delle sue mostre pubblicate sui giornali dell’epoca ne attestano il valore artistico.

Per maggiori informazioni sulla mostra www.casacivitabagnoregio.it/mostre e per un approfondimento sull’artista www.renatoforesti.com
La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 17, dal 7 febbraio al 4 maggio.

Nel cuore di Civita una mostra per promuovere le bellezze della Tuscia

Il territorio con tutte le sue emozioni e suggestioni raccontato in una mostra, dal titolo Gli Occhi della Mente, nel cuore di Civita di Bagnoregio. All’Exhibition Space Palazzo Alemanni, dal 6 settembre 2024 al 2 febbraio 2025, arriva il progetto firmato da Maurizio Di Giovancarlo e Roberto Colonnelli.

Di Giovancarlo ha contribuito con le fotografie, mentre Colonnelli con le parole. Il risultato è un viaggio lento che racconta la Tuscia: dalla natura ai paesaggi, dal lavoro degli abitanti alle nebbie, dalle campagne alle chiese, passando per i segni delle civiltà passate e gli animali accompagnano e aiutano l’uomo. Questo cammino si sviluppa attraverso l’immediatezza delle foto e la lentezza ritmica delle parole. Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Casa Civita e grazie al sostegno del Comune di Bagnoregio.

Gli Occhi della Mente è un lavoro complesso e articolato che gli stessi autori definiscono così: “Un omaggio appassionato alla Tuscia, culla della nostra ispirazione. Attraverso un connubio unico di poesia e di immagini, quest’opera artistica esalta la bellezza intrinseca, la ricchezza culturale e la vivida natura di questa terra. Le poesie, intricate e pensierose, navigano attraverso l’essenza dell’esistenza umana, tessendo un dialogo tra l’anima della natura e il flusso delle emozioni, mentre indagano filosoficamente su concetti universali quali vita, amore e il trascorrere del tempo. Con il suo linguaggio profondamente metaforico e immagini che catturano l’essenza della Tuscia, l’opera aspira a risvegliare un senso di riflessione profonda e stupore meravigliato, invitandoli a un viaggio interiore di scoperta emotiva e intellettuale, con la Tuscia come musa ispiratrice”.

“Grazie a questa mostra Civita diventa luogo di promozione del Viterbese. Vogliamo infatti sostenere la crescita turistica del territorio dando visibilità alle sue bellezze attraverso gli importanti flussi di turisti che vengono già a Bagnoregio. Questo perché siamo convinti che tutto funzionerà meglio e potremo parlare di vero sviluppo turistico solo se riusciremo a vincere la sfida di aumentare la permanenza e per farlo va promosso l’intero territorio provinciale”. Queste le parole del sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

“Come Casa Civita – dichiara l’amministratore di Casa Civita Francesco Bigiotti – abbiamo collaborato con entusiasmo a sviluppare l’idea e il lavoro di Di Giovancarlo e Colonnelli. La costruzione dello sviluppo turistico su un’area vasta rimane la nostra stella polare e, giorno dopo giorno, stiamo portando avanti questo ambizioso progetto. La speranza è che queste foto e poesie sappiamo incuriosire e portare i turisti a scoprire anche altri luoghi della Tuscia, magari convincendoli a rimanere una notte in più da noi”.

Tutte le informazioni su www.casacivitabagnoregio.it

Civita Luogo del Pensare 2024 con Nada, Muti, Cecchetto, Veltroni e Rea

A Civita Luogo del Pensare 2024 Nada, Ornella Muti, Claudio Cecchetto, Walter Veltroni, Alessandro Cassieri, Andrea Frediani, Danilo Rea, Giulio Leoni, Padre Pietro Maranesi e Massimo Bisotti.

All’interno del Festival anche la premiazione del premio internazionale ‘Books for peace’, con una serata dal titolo ‘La bellezza come strumento di educazione alla pace’; con protagonisti i premiati di quest’anno: i giornalisti Gianfranco Vestuto, Pierfrancesco Pensosi e Paola Donnini.

“Anche quest’anno attraverso Civita Luogo del Pensare andiamo a ritagliarci un momento d’incontro tra il nostro territorio e artisti, intellettuali, giornalisti e scrittori che vengono a raccontarsi e a condividere le proprie competenze ed esperienze di vita – così il sindaco di Bagnoregio Luca Profili -. Ogni appuntamento ci permetterà di rendere più interessante l’estate bagnorese e ci aiuterà nella promozione del borgo di Civita attraverso la cultura”.

“Dopo i buoni risultati delle precedenti edizioni abbiamo ideato un cartellone che ci permette di raccontare grandi successi come quelli di Cecchetto, Muti e Nada che hanno fatto la storia del nostro Paese. Uno spazio particolare l’abbiamo dedicato al giornalismo e agli autori, grazie alla collaborazione con Rai Libri e quest’anno ospiteremo anche un premio internazionale legato alla promozione della pace”. Queste le parole dell’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti.

Questa quinta edizione del Festival prevede: il 22 luglio incontro talk con Nada, una serata in cui la cantante che ha fatto la storia della musica italiana si racconta al pubblico; il 23 luglio Ornella Muti porta in scena il suo spettacolo ‘Racconti di Cinema’; il 30 luglio Claudio Cecchetto ci conduce in un viaggio nella sua carriera ma anche nella storia della musica e della radio italiana; il 31 luglio Walter Veltroni presenta il suo ultimo libro ‘La Condanna’; il 26 agosto Alessandro Cassieri presenta il suo libro ‘Tra Russia e Ucraina’; il 28 agosto protagonista la grande musica con il concerto jazz di Danilo Rea; il 29 agosto Giulio Leoni presenta il libro ‘Mameli’; il 30 agosto Padre Pietro Maranesi parla di San Bonaventura ‘Da Maestro a Ministro’; il 31 agosto Andrea Frediani presenta ‘Tempesta su Mussolini’; il 6 settembre Massimo Bisotti parla del nuovo libro che sta scrivendo ‘Le presenze assenti. Come allontanarsi dal proprio Punto Felice’.

Gli appuntamenti del 22, 23, 30, 31 luglio e 28 agosto avranno inizio alle 21.30 e si svolgeranno al Belvedere di Civita. Gli appuntamenti del 26, 29, 30, 31 agosto e 6 settembre avranno inizio alle 21.30 e si svolgeranno all’Auditorium Taborra di Bagnoregio.

La sera del 7 settembre è invece prevista la serata di premiazione del Premio Internazionale ‘Books for peace’, con inizio alle 18.30 all’Auditorium Taborra di Bagnoregio. Civita Luogo del Pensare è un format ideato nel 2020.

La manifestazione ha luogo ogni anno nel periodo estivo. Tante le personalità che hanno reso omaggio con la loro presenza all’evento: (nel 2023) Gennaro Matino, Marco Rossi Doria, Eraldo Affinati, Rosanna Scopelliti, Nicola Gratteri, Walter Veltroni, Franco Arminio, Salvo Noè, Pif; (nel 2022) Iskra Menarini, Pietro Grasso, Ilaria Grillini, Marilena Fonti, Orchestra Lunata, Dario Vassallo, Stefano Massini, Umberto Galimberti, Nino Frassica; (nel 2021) Giulio Ferroni, Antonio Polito, Dodi Battaglia, Francesco Moser, Claudio Colaiacomo, Mirko Zilahy, Costantino D’Orazio, Walter Veltroni, Paolo Crepet, Brunello Cucinelli, Emilio Solfrizzi, Debora Caprioglio, Ezio Mauro; (nel 2020) Osvaldo Bevilacqua, Valentina Bisti, Mario Brunello, Stefano Angeli, Paolo Crepet.

Tutte le informazioni su www.civitaluogodelpensare.it

Steven Holl torna in Italia, a Civita di Bagnoregio la mostra in omaggio alla professoressa Astra Zarina

Steven Holl in Italia questa estate con un doppio evento. L’archistar sarà a Roma il 27 giugno per un incontro all’Acquario Romano (ore 17.30) dal titolo ‘Gazes on Materiality: The Truth of Making between Architecture and Art’.

Per tutta l’estate una mostra organizzata dalla Steven Myron Holl Foundation sarà protagonista a Civita di Bagnoregio. ‘Astra Zarina, una professoressa a Roma’ sarà all’interno di Palazzo Alemanni Exhibition Space, in piazza San Donato, dal 21 giugno 30 agosto. Un viaggio alle radici della formazione di Holl, tra Roma e Civita di Bagnoregio e nel segno della professoressa Astra Zarina.

“Con grande entusiasmo abbiamo voluto accogliere questo progetto di mostra su Astra Zarina, che ha dato tanto al nostro borgo di Civita, intuendone per prima il valore e le potenzialità. Il suo lavoro, con passione e amore per questo nostro territorio, ha lasciato un segno unico e ancora oggi capace di dare frutto. Il dono di Steven Holl, architetto di fama internazionale, a Civita è un altro segno importante sul percorso aperto da Astra”. Così il sindaco di Bagnoregio Luca Profili.

“Realizzare questo progetto non è stato semplice ma la dimensione in cui proietta il borgo di Civita è davvero straordinaria – le parole dell’amministratore unico di Casa Civita Francesco Bigiotti -. Lo riteniamo importante anche per raccontare ai tanti turisti che arriveranno questa estate una parte importante della nostra storia”.

“Astra ha aperto il mondo ai giovani architetti passando da Roma. Il suo monolocale era nel centro della città e il suo insegnamento includeva tour, studi sul posto, lezioni dell’American Academy, cucina e intrattenimento sulla sua terrazza. Oltre alle sue lezioni di architettura e urbanistica, c’era un’altra dimensione dell’apprendimento: la dimensione culturale. Ci ha immerso nella sua vita fatta di architettura, arte, storia, filosofia, cibo e cultura.

Quasi cinquant’anni dopo che Astra ha istituito il programma di Roma, abbiamo organizzato ‘Rome and the Teacher, Astra Zarina’. Si è trattato del programma inaugurale del nostro nuovo archivio architettonico e biblioteca di ricerca, completato nel 2019 nella riserva spaziale “T” a Rhinebeck, New York. Originariamente curata da Alessandro Orsini, la mostra comprende schizzi di Astra, fotografie di Balthazar Korab da “I Tetti di Roma” e alcuni dei miei primi lavori pubblici idealistici influenzati dallo spazio urbano romano e dalle lezioni di Astra. Da allora la mostra ha viaggiato in diverse sedi, inclusa l’Università di Washington”. Con queste parole è lo stesso Steven Holl a raccontare il progetto.

“La mostra – conclude Holl – riconosce la profonda eredità di Astra come educatrice e onora i suoi valori fondamentali: il valore dello spazio urbano; il valore del cibo biologico; il valore degli edifici storici; il valore dei paesaggi urbani sui tetti; il valore della comunità, Civita di Bagnoregio e Roma; il valore della terra, delle piante e degli animali”.

L’8 di aprile del 2019 Steven Holl è tornato a Civita di Bagnoregio in una giornata storica in onore di Astra Zarina. Durante quel giorno è stata intitolata ad Astra una sala del primo piano di Palazzo Alemanni. In quell’occasione Holl ha donato la progettazione di un’opera (una fontana) che nasce con l’idea di ricordare la professoressa americana che per prima ha intuito le potenzialità di rinascita e il futuro di Civita.

In un primo momento l’opera donata da Holl era stata immaginata sul versante Nord di Civita, nel belvedere che guarda verso Lubriano. L’intervento non è stato poi giudicato realizzabile per la fragilità del luogo e il progetto è stato ricontemplato nell’azione di riqualificazione dell’area dell’ex Cantina Didattica oggi in corso.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni dalle 9 alle 18. Un progetto ‘T’ Space e Steven Myron Holl Foundation, sostenuto da Comune di Bagnoregio, Casa Civita srl e The Civita Institute / NIAUSI.