Un racconto che intreccia tante storie. Una timeline costruita per dare allo spettatore la consapevolezza dell’evoluzione della strada, poi diventata ponte, che da sempre ha unito Civita a Mercatello. Se Civita di Bagnoregio è sempre stata descritta come un luogo dove le forze della natura e l’evoluzione del paesaggio ne hanno condizionato la sopravvivenza, è altrettanto vero che il perno di questa narrazione è nel “cordone ombelicale” che la collega a resto del mondo e quindi in questa ripida cresta di accesso, localmente chiamata sella, in continua erosione a causa dei tanti movimenti franosi. Basti ricordare che ben tre ponti si sono succeduti nel XX secolo.
Documenti, fotografie, testi, elementi grafici e una guida audio permetteranno di comprendere la storia di questo collegamento senza pace fino all’inaugurazione di questo ponte nel 1965.
Una serie di focus importanti: le condizioni di vita a Civita tra il 1962 e il 1965, con il rischio dello sgombero e la fine del borgo sempre incombente; la figura immensa di Bonaventura Tecchi, che si è battuto in maniera martellante affinché Civita non finisse i suoi giorni; Alvaro Giammatteo, l’ingegnere che ha firmato il progetto del ponte realizzato; l’azienda S.C.A.C. che portò la sua tecnica all’avanguardia sui cementi armati centrifugati per dare a Civita un ponte di valore internazionale; le caratteristiche geologiche e geomorfologiche di un territorio ricco di unicità; la capacità del ponte di diventare icona per l’industria dell’immagine (cinema e pubblicità).
Un lavoro che restituisce alla comunità bagnorese una pagina difficile ed eroica della propria storia e che permetterà ai visitatori che ogni anno arrivano a Civita da ogni parte del mondo di comprendere meglio l’eccezionalità e il valore del luogo.


