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‘Il Linguaggio della Realtà’ – Renato Foresti

Palazzo Alemanni Exhibition Space 

7 Febbraio – 4 Maggio 2025

Orario di Apertura: tutti i giorni dalle 9 alle 17

renatoforesti.com

 


GIUDIZI CRITICI

“La sua opera testimonia ancora oggi come l’arte non sia antitetica ad un mondo fatto di scienza e tecnica. Anzi, è proprio grazie agli strumenti del suo lavoro industriale – fabbriche, officine e macchinari – che i ritratti del Foresti acquistano vivacità. Una pittura quotidiana che non è evasione, ma modo per riflettere e raccontare il proprio mondo analizzando il complesso rapporto tra uomo e macchina”.

Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi (2015-2023)

 

Per leggere altri giudizi della critica clicca qui

 


 

COME NASCE L’IDEA DELLA MOSTRA

Il legame di Renato Foresti con Bagnoregio diventa indissolubile quando viene esaudito il suo desiderio di riposare per sempre accanto alla moglie Giannina nella tomba della Famiglia Fabi (1973).

Per celebrare il cinquantesimo anniversario della sua scomparsa un suo quadro è stato donato al Comune di Bagnoregio. Il quadro ritrae la cognata Fabiola che è stata l’ultima della famiglia Fabi a risiedere a Bagnoregio dove è scomparsa nel 1952.

Così è nata l’idea della mostra e la sede di Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio proposta dal sindaco Luca Profili è particolarmente significativa alla luce del fatto che tra i firmatari dell’atto di donazione di Palazzo Alemanni compare anche il nome di Renato Foresti.

 


LA PITTURA COME LEITMOTIV DELLA VITA

L’attrazione irresistibile per il disegno e per i colori aveva fatto sì che fin da piccolissimo Renato Foresti cominciasse a tracciare disegni che dagli iniziali scarabocchi si erano trasformati ben presto in disegni di senso compiuto.

Probabilmente la sua aspirazione sarebbe stata proprio quella di dedicarsi alla pittura. Invece, la sua famiglia, che non avrebbe mai favorito un eventuale percorso artistico, lo aveva avviato prematuramente a studi che lo avrebbero successivamente portato ad una laurea in ingegneria e più tardi ad un lavoro professionale di prestigio come dirigente industriale di alto livello.

Tuttavia agli studi universitari aveva affiancato corsi all’Accademia di Belle Arti di Napoli e, inoltre, aveva frequentato studi di pittori già affermati iniziando un percorso artistico personale che avrebbe seguito per tutta la vita.


I SUOI SOGGETTI

Ha dipinto essenzialmente per sé senza assoggettarsi ad esigenze di mode o di mercato e va sottolineata la varietà dei soggetti delle sue opere che abbracciano i temi più disparati.

Un filone importante è rappresentato dalla pittura industriale, ispirata al suo ambiente di lavoro, con soggetti quali strutture, macchinari e scene di uomini al lavoro. Oggi molti di questi quadri appartengono ad enti quali la Toscana Energia, la Romana Gas, l’Italgas di Torino, l’Associazione industriali del Gas e tanti di essi sono stati eseguiti su commissione.

Vicino a questo filone assolutamente caratteristico della sua pittura, si aggiungono le nature morte, i paesaggi, i ritratti, gli autoritratti …. Praticamente tutto quello che entrava nel suo ambito visivo poteva fargli toccare qualche corda interiore e indurlo a prendere in mano il primo pezzo di carta che trovava a disposizione, un lapis o una penna per fissare immediatamente l’immagine che lo aveva colpito.

Dipingeva di getto, senza mai tracciare un disegno preventivo. Semplicemente si metteva davanti alla tela bianca, impugnava la tavolozza e dopo poche pennellate si incominciava già a intravedere quell’immagine che lui aveva già ben chiara nella sua mente, ed era come se semplicemente trasferisse questa immagine sulla tela.

Lo stesso accadeva per i disegni: di nuovo la capacità di “vedere” il soggetto sulla carta ancora bianca gli permetteva di coglierlo con poche linee leggere o, al contrario, utilizzando una sua personalissima tecnica di chiaroscuro, gli permetteva di tracciare con la penna stilografica quelli che inizialmente sembravano scarabocchi ma che poi si trasformavano in disegni finiti di grande rilievo.

 


MOSTRE PERSONALI

La sua prima mostra personale fu tenuta a Roma (Galleria delle Terme, 1943).

A Firenze, dove era stato trasferito nel 1943, ha tenuto quattro mostre personali e di pari passo ha partecipato a numerose mostre collettive.

Firenze, Casa di Dante 1950

Firenze, Casa di Dante, 1953

Firenze, Saletta del disegno “La Torre”, 1955

Firenze, Accademia delle Arti del Disegno, 1958 (su invito)

Purtroppo già a cinquantatré anni era stato colpito da un primo infarto che aveva segnato l’inizio di una patologia cardiaca che si sarebbe progressivamente aggravata fino ad essere definitivamente compromessa da un infarto molto grave nel 1961. Da allora ha continuato a dipingere però senza più frequentare attivamente gli ambienti artistici e si è spento a Firenze il 27 settembre del 1973.

A due mesi dalla scomparsa è stato ricordato con una mostra postuma e quasi cinquanta anni dopo la sua opera è stata riproposta all’attenzione in una grande mostra antologica tenuta sotto l’egida dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze.

Firenze, Galleria Spinetti, 1973

Firenze, Accademia delle Arti del Disegno, 2019

Il successo ottenuto ha portato all’acquisizione di un quadro da parte della stessa Accademia e di due quadri dalle Gallerie degli Uffizi.

Con la ristampa del catalogo preparato in quell’occasione, la mostra allestita ora da Casa Civita srl potrà rafforzare la conoscenza di questo artista su cui per tanto tempo era calato il sipario.

Un ritratto completo dell’artista si trova nel sito renatoforesti.com.

 


NOTE BIOGRAFICHE

Renato Foresti nacque a Napoli il 28 aprile 1900.

Al ritorno dalla prima guerra mondiale alla quale aveva partecipato come volontario si iscrisse come previsto alla Regia Scuola di Ingegneria senza però abbandonare la pittura che ha da sempre rappresentato una parte sostanziale della sua vita.

Espose per la prima volta a Napoli nel 1920 alla Mostra Nazionale dei Grigio Verdi che raccoglieva le opere degli artisti reduci dalla Prima Guerra Mondiale.

Dopo la laurea si trasferì a Roma dove nel 1929 fu assunto dalla Romana Gas e dove si è poi sposato con Giannina Fabi. Piano piano il lavoro e la famiglia finirono per assorbire buona parte del suo tempo e cominciò a tralasciare la pittura.

Il senso del dovere, talvolta esagerato, era una caratteristica del suo carattere, e perciò gli sarà sembrato assolutamente naturale tralasciare il suo più grande piacere – la pittura – per far fronte alle responsabilità che considerava primarie.

Però continuò a frequentare gli ambienti artistici, con particolare riferimento al salotto dell’Ingegner Natale, noto collezionista d’arte, intorno al quale gravitavano artisti che sarebbero poi diventati famosi come Guttuso, Mafai, Ziveri e Melli. E fu proprio Roberto Melli che nel 1939 lo spronò a riprendere in mano i pennelli.

Nel 1943 fu nominato Direttore Tecnico della Toscana Gas e si trasferì a Firenze dove ha vissuto fino alla scomparsa avvenuta nel 1973.

 


UN LEGAME ANTICO

Renato Foresti al Belvedere di Bagnoregio con la moglie Giannina e la figlia Maria Luisa nel 1958. Il legame di Renato Foresti con Bagnoregio nasce quando nel 1935 sposa Giannina, ultima dei nove figli di Angelo e Crocefissa Fabi. La famiglia Fabi era allora ben conosciuta a Bagnoregio soprattutto per la figura di Don Giuseppe, fratello di Angelo, che era allora canonico. Le cronache di famiglia, tramandate da Giannina, parlano dello “zio prete” come di un uomo allegro e cordiale, ma anche molto autorevole.

Don Giuseppe era anche proprietario del Palazzo Alemanni a Civita di Bagnoregio, e sempre dai racconti di Giannina, era il sacerdote che ogni mattina si recava a Civita per tenere la Santa Messa.

Ultimo Aggiornamento della Pagina: 21 Gennaio 2025